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''Festival au Désert Firenze'', serata conclusiva con doppio concerto alla Ex Manifattura Tabacchi
[ 03-07-2018 ]

Martedì 3 luglio 2018 è in programma la serata conclusiva della IX edizione del "Festival au Désert Firenze". Le prime a esibirsi sul palco della Ex Manifattura Tabacchi (ore 21.30) saranno Les filles de Illighadad, gruppo musicale tutto al femminile proveniente dal Niger. Donne tuareg che faranno rivivere il desert blues con arpeggi di chitarra e suoni ottenuti con il tende, il tradizionale tamburo in pelle di capra.
Acid House e atmosfere mediorientali si fondono nella musica del duo francese Acid Arab, formato da Guido Minisky e Hervé Carvalho (ore 23.00).
Dopo anni di esperienze come dj nei club parigini, Minisky e Carvalho - affascinati dalla musica tradizionale nordafricana e mediorientale – hanno creato un genere totalmente nuovo, che unisce techno e house a melodie, armonie, sonorità e canti del mondo arabo.

Les Filles De Illighadad
La musica di Fatou Seidi Ghali e Alamnou Akrouni - Les Filles de Illighadad - potrebbe essere definita "musica tradizionale", per mancanza di una parola migliore. È quella musica che riempie la quotidianità con un suono familiare. È una musica rurale. Una musica di un villaggio nel deserto. Musica per quando non si ha l'elettricità. Fatou e Alamnou vivono in un piccolo nucleo di case di fango riunite nello scosceso Sahel del Niger centrale. Questo sono Les Filles de Illighadad e questa è l'essenza della loro musica.
«La più grande differenza fra qui e da noi? Da noi, nel nostro mondo, il deserto, non ci sono frontiere. Qui sono dappertutto. Ci vogliono i visti per attraversarle. Ci dicono: mostrate i vostri documenti, fate questo, fate quello, andate qui... Da noi, no. Noi siamo liberi di andare dove vogliamo nel deserto, senza nessuno che ci dica di fare quel che vuole lui».

Acid Arab
Acid House e atmosfere mediorientali si fondono nella musica del duo francese Acid Arab, formato da Guido Minisky e Hervé Carvalho. Dopo anni di esperienze come dj nei club parigini, Minisky e Carvalho sono rimasti affascinati dalla musica tradizionale nordafricana e mediorientale, dalle sue strutture ritmiche complesse che, come l’acid house, fanno cadere in uno stato di trance chi la ascolta. Da qui l’idea di creare qualcosa di nuovo, in cui s’incontrassero i suoni intensi e affilati della techno e della house con le melodie, le armonie e i canti del mondo arabo. Dopo i primi esperimenti hanno condiviso le loro scoperte con produttori e musicisti, invitandoli a prendere parte al progetto. Così è uscito il primo singolo e la successiva compilation Acid Arab Collections, che include collaborazioni tra gli altri con Crackboy, Pilooski, Etienne Jaumet e I:Cube.
Gli Acid Arab hanno così dato vita a una nuova forma di world music, appropriandosi dei codici della musica mediorientale e trasformandoli con gli strumenti analogici tipici della tecno, come la beatbox e la bassline machine. A ottobre 2016 è uscito il loro primo album, intitolato Musique de France, per l’etichetta belga Crammed Discs. Hanno partecipato, tra gli altri, Rizan Said, che è il tastierista siriano di Omar Souleyman, il cantante algerino Rachid Taha e il musicista e compositore Aphex Twin.
“Parlare di mixing significa che c’è una divisione, una visione binaria del mondo occidentale e di quello orientale. Noi non incolliamo suoni orientali su ritmi occidentali, noi vogliamo incarnare entrambe le culture senza pretendere di reinventare la musica orientale o imbrogliare noi stessi credendo di creare la versione orientale della musica dance. Noi vogliamo solo essere parte di tutto ciò, e contribuire a questo fantastico e incredibile capolavoro che la musica è stato per centinaia di anni e che è tuttora. Questo non è fusione. Questo non è un mixaggio. Questo è un punto d’incontro.” Il risultato è una delle fusioni più emozionanti della musica elettronica mondiale che può essere ascoltata oggi: moderna, intossicante e fortemente evocativa.

Ingresso gratuito. Fino a esaurimento posti. Info su www.fabbricaeuropa.net

 

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